Il gioco

IL GIOCO NEI CANI: CHIARIAMOCI UNA VOLTA PER TUTTE


No, il gioco nei cani non è quello che ti hanno sempre raccontato.
Quello che vedi nelle aree cani, nella maggior parte dei casi, non è gioco.
È eccitazione, tensione, gestione emotiva confusa, cani che si attivano a vicenda senza davvero capirsi.
E sì, anche quell’inchino che tutti interpretano come “invito al gioco”… spesso non lo è.
Può essere richiesta di spazio, può essere un modo per far muovere l’altro e studiarlo, può servire a evitare un confronto diretto o a manipolare l’interazione.
Il punto è semplice:
non esiste un segnale che, da solo, significhi “gioco”.
Il comportamento del cane va sempre letto nel contesto, nella sequenza, nella qualità dell’interazione.
Due cani che corrono insieme non stanno automaticamente giocando.
Un cane che monta, insiste, alza continuamente l’intensità… non sta giocando.
Allora il gioco esiste?
Sì, ma è molto più raro, molto più sobrio e molto più pulito di quello che immaginiamo.
Il vero gioco non ha tensione sotto, non ha bisogno di forzature, non cresce fino a perdere controllo.
C’è equilibrio, ci sono pause reali, c’è capacità di fermarsi senza che la situazione degeneri.
E soprattutto, non c’è bisogno di dimostrare niente.
Se inizi a guardare così, cambia tutto.
Smetti di chiamare “gioco” qualsiasi interazione… e inizi davvero a leggere il cane.

Grazie Brenda (old inuit dog) ❤️

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